venerdì 12 gennaio 2018

Liete Novelle: Sophia di Vanna Vinci (Recensione)

SOPHIA

Buon giovedì Evereaders in compagnia di quella che per me è una delle regine del panorama fumettistico italiano: Vanna Vinci protagonista quest'oggi con il suo Sophia.


SOPHIA di Vanna Vinci
                                                                                                                  

EDITORE: Bao Publishing | GENERE: Narrativa
PAGINE: 272pp | TITOLO ORIGINALE: Sophia
USCITA: 28 mag 2015 | PREZZO: € 19,00 | EBOOK: € 6,36

                                                                                                                  

TRAMA

Sophia va a vivere a Bologna per approfondire i suoi studi esoterici. La ricerca senza fine della formula della pietra filosofale le interessa meno del viaggio interiore che essa comporta. Perderà se stessa, troverà l'amore, trasmuterà il dubbio in desiderio di futuro. Alchimia!


MY POINT OF VIEW
                                                                          
                                                              

Dopo queste varie tappe del tour Bologna a Fumetti una cosa l'abbiamo capita: è una città magica. Lo è ancor di più però in Sophia, l'opera di Vanna Vinci inizialmente uscita in capitoli e pubblicata poi in un unico tomo grazie a Bao Publishing, di cui dobbiamo sottolineare la bravura e i gusti in quanto a fumetti e fumettisti.

Di fumetti ne capisce tanto la protagonista del fumetto, Sophia appunto, una ragazza che sogna di poter sfondare nel mondo dei fumetti e che allo stesso tempo però vive in un mondo tutto suo, un mondo fantastico e onirico, dove mescola leggende e fantasia, grazie alla sua grande passione per l'alchimia. Dopo aver lasciato la casa natale la protagonista si ritrova a Bologna, in una vecchia casa un po' rustica, dove fa ben presto la conoscenza di Rino, un uomo un po' rude ma anche tanto sensuale, che catturerà parte della sua attenzione. Va sottolineata la parola parte perché la vera e propria ossessione della protagonista è la ricerca ed il conseguente ritrovamento della Pietra Filosofale, cimelio antico e tanto discusso, che sembrerebbe quasi esistere per davvero. Grazie all'aiuto del bel Rino e dello strampalato Ermete, amico di famiglia e vicino di casa, Sophia si avvicinerà sempre di più alla verità e alla risoluzione dei suoi enigmi, un percorso che le permetterà di aprire finalmente gli occhi sulla propria esistenza.

Devo ammettere che leggere una delle prime opere di Vanna Vinci a posteriori è una sorta di viaggio particolare e mistico, qualcosa di anche un po' assurdo, che mi ha trascinato in un mondo che mi sembrava di conoscere, grazie al tratto riconoscitivo dell'autrice, ma che allo stesso tempo si particolarizzava per la sua storia unica e diversa da quelle presenti nel catalogo dell'autrice. Le arie che circondano l'intera storia sono ovviamente sature di elementi mistici e onirici, al punto da sembrare una sorta di romanzo paranormale con una strega come protagonista. Eppure Sophia è tutt'altro che una strega e lo si capisce anche solo porgendo l'attenzione alla sua parentesi amorosa, la sua avventura inaspettata che la spinge sempre più, pagina dopo pagina, tra le braccia di Rino. Mi è piaciuto incredibilmente come l'autrice sia riuscita a mescolare e bilanciare questi due elementi, proprio come in una formula magica o alchemica e come allo stesso tempo sia riuscita a tratteggiare il ritratto di una donna davvero affascinante, mistica e sfuggevole, la quale presenza dominava lungo tutta la lettura.

Quello che mi ha affascinato di questo romanzo è il mistero che accompagna il lettore lungo tutta la lettura dell'opera. Sin dall'inizio non si capisce cosa Sophia voglia fare davvero, chi voglia essere in realtà: una fumettista o un'alchimista. Entrambi i mondi ruotano l'uno attorno all'altro, in una danza ammaliante e maliziosa, senza mai però prendere il sopravvento l'uno sull'altro. L'alchimia però sembra fare un passo avanti quando spinge Sophia prima verso Roma e poi verso Parigi, in un viaggio emozionante in compagnia di Rino. Una storia doppia, dal doppio punto di vista, quella di Sophia che si alterna tra vita reale e quotidiana e quella mistica e fantastica, che prende vita soprattutto attraverso i suoi sogni.

Anche in questo romanzo a fumetti ci viene presentata una Bologna diversa dalle precedenti, una città stavolta avvolta dalla magia, ma quella vera a cui siamo abituati, l'alchimia che incuriosisce e ossessiona molti dei personaggi che compaiono in questo fumetto e che automaticamente coinvolge anche il lettore stesso, che si trova immancabilmente a chiedersi dove possa mai essere questa fantomatica pietra e cosa vorrà mai farci Sophia una volta scovata. La Bologna di Vanna Vinci è assai incantevole, caratterizzata da uno stile un po' retro, ma soprattutto da poche ma essenziali linee, con le quale l'autrice tratteggia le linee principali della città, che riesce a brillare anche attraverso pochi segni.

Ritrovarsi davanti ad un'opera di una delle più grandi maestre del fumetto italiano devo ammettere che un po' di timore lo genera, soprattutto se poi, una volta letto il fumetto, tocca anche recensirlo. Amo farlo ma allo stesso tempo odio dovermi ritrovare davanti al pc a scrivere di uno dei miei autori preferiti, perché mi sembra sempre di sbagliare e in quei casi il timore di dire stupidaggini o scrivere pensieri superflui mi assale furiosamente. Non riesco a trovare le parole in quei casi, ma spero che stavolta in qualche modo io ci sia riuscito.




Venerdì è ormai giunto e in compagnia di questa grande regina del fumetto italiano io vi saluto, vi ringrazio per aver partecipato in tanti e con tanto affiatamento (come avete dimostrato su Facebook ed Instagram), ma soprattutto vi do appuntamento alla prossima settimana tematica!
See you soon! -Lewis

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